Francesco Maglio
Francesco Maglio, scultore e intagliatore di carretti siciliani, nasce a Palermo nel 1957. Vive e lavora a Bagheria, città dove si trova il suo laboratorio artistico e coltiva con passione e impegno la propria ricerca scultorea.
Artista eclettico e autodidatta, Maglio inizia il suo percorso creativo nei primi anni ’80, muovendo i primi passi tra le forme tradizionali del carretto siciliano e le venature vive delle radici d’ulivo. Fin da subito si distingue per una tecnica personale e riconoscibile, che unisce la forza della scultura tradizionale a una narrazione profondamente legata alla cultura e all’identità della sua terra. La sua opera conquista rapidamente l’attenzione del pubblico e della critica, imponendolo come una figura emergente nel panorama artistico siciliano.
Francesco Maglio ha esposto in numerose mostre, sia collettive che personali, in diverse città della Sicilia. Nel 2019 ha rappresentato la tradizione artistica siciliana in Cina, su invito del Museo di Quanzhou, patrimonio mondiale dell’UNESCO, confermando il valore universale della sua arte.
Attualmente, alcune delle sue opere sono stabilmente esposte presso il Museo dell’Acciuga e delle Arti Marinare di Aspra, curato dai fratelli Girolamo e Michelangelo Balistreri, dove continuano a raccontare, attraverso la materia scolpita, la bellezza, il dolore e la memoria di una Sicilia viva.
FRANCESCO MAGLIO – LA FORZA DELLA MATERIA, L’ANIMA DELLA BAARÌA
La Baarìa è da sempre terra generosa di talenti, una fucina creativa in cui il fuoco dell’arte sembra scorrere naturalmente nel sangue dei suoi abitanti. Non vi è disciplina delle Sette Arti in cui questo territorio non abbia espresso almeno una voce capace di distinguersi, grazie a una visione del mondo autentica, profonda e universale.
Tra queste voci si distingue Francesco Maglio, scultore palermitano di nascita ma baarìoto d’adozione. La sua produzione artistica affonda le radici in una visione personale e radicata, intimamente legata alle tradizioni, alla cultura e alla storia della sua amata Sicilia. Ma è anche una visione aperta, capace di dialogare con archetipi e simboli che appartengono alla memoria collettiva e all’inconscio.
Le sue opere, intense e riconoscibili, sono fortemente identitarie ma al tempo stesso universali. Possono essere ammirate quasi integralmente all’interno del Museo dell’Acciuga e delle Arti Marinare di Aspra, curato dai fratelli Girolamo e Michelangelo Balistreri, sede anche del suo laboratorio: uno spazio vivo, dove la tradizione incontra la contemporaneità, e ogni scultura diventa testimone di un gesto, di una memoria, di un pensiero reso forma.
Osservare Francesco Maglio all’opera nel suo laboratorio significa assistere a una danza silenziosa tra uomo e materia. Giorno dopo giorno, con pazienza e rispetto, la “sua” creatura prende forma: è il legno stesso – una radice, un tronco, un ceppo di ulivo – a suggerire all’artista dove posare la mano, dove incidere, dove accarezzare. Come se ogni fibra contenesse già l’immagine che attende solo di essere rivelata.
L’arte di Maglio è fatta di ascolto. Il legno parla, e l’artista risponde. Ogni nodo, ogni venatura è una traccia del tempo che guida la lama dello scalpello e orienta l’ispirazione. Con gesti precisi e misurati, egli libera figure che sembravano dormire all’interno del tronco, rivelando l’anima nascosta della materia.
La sua opera si articola in tre filoni principali:
• Il carretto siciliano, suo primo amore artistico, nella variante palermitana. Un omaggio alla tradizione popolare, con scene epiche tratte dalla Storia dei Paladini di Francia, dalla Gerusalemme Liberata, o dalla cronaca isolana: veri e propri racconti scolpiti, che restituiscono l’anima epica di un’intera cultura.
• L’impegno civile, espresso in lavori che prendono posizione, dando voce e forma alla memoria collettiva: come nella scultura “Angeli dalle ali spezzate”, dedicata ai 109 bambini vittime di mafia, o nel “Bambino che sognava i cavalli”, in ricordo di Giuseppe Di Matteo. O ancora nelle opere in onore delle scorte di Falcone e Borsellino o contro la violenza sulle donne – testimonianze scolpite di una coscienza vigile e partecipe.
• La scultura simbolica e totemica, che trae linfa da motivi arcaici, animali simbolo, volti umani e immagini primordiali: forme che parlano al cuore prima che alla mente, evocando mondi interiori e spiritualità senza tempo.
Sfogliare questo catalogo significa entrare in contatto con un universo artistico dove ogni scultura è un incontro, ogni forma è un gesto che racconta, ogni materiale è una memoria che prende corpo. L’opera di Francesco Maglio non si guarda soltanto: si ascolta. E si sente, forte e chiara, la voce antica e nuova della Sicilia che parla attraverso di lui.
Prof. Mariano Lanza
LA DIFFUSIONE DELLE OPERE DI FRANCESCO MAGLIO
Oltre che al Museo dell’Acciuga e delle Arti Marinare di Aspra, la produzione artistica di Francesco Maglio, grazie alle generose donazioni effettuate dallo stesso scultore, è visibile in diverse sedi sul territorio nazionale:
- Un’opera dedicata a Filippo Salvi, maresciallo dei Carabinieri, è stata donata al Comune di Botta di Sedrina, in provincia di Bergamo.
- Un’altra scultura, dedicata a Giuseppe Di Matteo, è esposta presso il museo a lui intitolato nel Giardino della Memoria di San Giuseppe Jato.
- Tre opere sono state donate all’Associazione Giuseppe Bagnera e sono attualmente in mostra presso la sede dell’associazione, ubicata all’interno di Palazzo Aragona-Cutò a Bagheria.